Arte e tecnologia radicate nel territorio

Terra di confine,
luogo di passaggio


Il sito rappresenta un’area di scambio e d’influenza decisiva tra l’Europa continentale, orientale ed il Mediterraneo, luogo di passaggio in rapporto all’attrattività di Venezia e alle sue relazioni tra oriente ed occidente. Da qui transitava verso Venezia il legname per le fondamenta delle abitazioni e qui, fucina di idee dirompenti, nacquero artigiani ed artisti. Sulle condizioni di poca fertilità dei suoli e di povertà economica si innestarono i saperi diffusi dai benedettini; il legame con la terra e la frammentazione della proprietà portarono in epoca moderna alla nascita di una figura di produttore ingegnoso e innovatore. Questa figura di lavoratore, laborioso e intraprendente, formatosi conservando sempre un radicale legame con la terra e l’agricoltura, è stato decisivo per lo sviluppo dell’area, sia industriale che agricolo, ed è noto oggi in tutto il mondo per il modello vincente d’imprenditoria diffusa.

Il paesaggio nell’arte


Il sito è legato ad alcune produzioni artistiche di indiscutibile valore universale: Cima da Conegliano, uno dei protagonisti del Rinascimento veneto, raffigura nei suoi dipinti il paesaggio delle colline a lui noto, che ha esplorato nell’infanzia e che ha continuato a percorrere di tanto in tanto in età adulta. Il suo è un paesaggio antropizzato, in cui il cielo luminoso, il pacato verticalismo dello skyline collinare, la posizione apicale delle fortezze, la mobile trasparenza dell’acqua esprimono compiutamente l’immanenza divina.
Il territorio è disseminato di ulteriori testimonianze artistiche minori, risalenti sino al Duecento, che sono strettamente legate ai numerosi luoghi di culto presenti nel territorio: pievi e piccoli oratori completamente affrescati o caratterizzati da interventi pittorici stilisticamente coerenti tra loro sono elementi imprescindibili di questo paesaggio.

Il paesaggio nella letteratura


Andrea Zanzotto è stato definito da Gianfranco Contini «il più grande poeta dopo Montale». Nato a Pieve di Soligo, la sua attività poetica fu fortemente influenzata dal contesto geografico in cui visse. Affascinato dalle «accecanti ricchezze» ambientali, così come dalle peculiarità antropologiche, storiche e artistiche dell’Alta Marca, il paesaggio fu una costante nelle sue poesie, ma anche nella sua vita al punto da considerarlo il primo esponente della tradizione lirica occidentale ad aver assunto un ruolo attivo nella battaglia per la tutela del paesaggio.

Gli istituti vitivinicoli:
luoghi di diffusione delle
conoscenze agricole moderne


A Conegliano, nel 1876, sorge la prima scuola d’Italia specializzata nell’insegnamento della viticoltura, oggi istituto statale di istruzione secondaria superiore “G. B. Cerletti” con ordinamento speciale per la viticoltura e l’enologia. Nel 1923, a pochi metri dalla scuola, viene invece fondato l’Istituto Sperimentale per la Viticoltura, oggi CRA-VIT, centro di ricerca per la viticoltura affiliato all’università di Padova, la quale, attraverso il CIRVE, ha istituito diversi corsi di laurea sui temi della viticoltura.
Gli istituti hanno storicamente avuto un ruolo fondamentale nella formazione dei tecnici, degli imprenditori e degli agricoltori che hanno portato al successo questo territorio agricolo marginale e tra i più poveri d’Italia. Negli anni gli istituti sono stati importanti poli di diffusione delle conoscenze vitivinicole attraverso la migrazione di alunni e ricercatori, che hanno saputo trasmettere saperi e creare paesaggi vitati di successo in altri continenti.