È stato questo il tema dell’incontro organizzato da Regione del Veneto, ATS Colline Prosecco e Valdobbiadene, presieduto dal Consorzio Prosecco Superiore che riunisce Comuni, Enti e società interessate alla candidatura Unesco di questo territorio: la serata è stata introdotta dal Presidente della Regione Luca Zaia insieme a Innocente Nardi, Presidente dell’ATS, dimostrando ancora una volta quanto Regione e DOCG credano a questo progetto.

È una candidatura che parte da lontano, quella delle colline di Conegliano e Valdobbiadene: dieci anni fa – dall’allora ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia – è stato promosso l’ingresso delle ‘terre alte’ della Marca nella ‘tentative list’ dell’Unesco, fermamente convinti che questo Paesaggio Culturale meritasse il marchio di Patrimonio dell’Umanità. Quest’anno, quel primo tentativo di candidatura è diventato la ‘nomination’ ufficiale dell’Italia, avallata da tre Ministeri e dal Consiglio direttivo della Commissione Nazionale Italiana.
Al gioco di squadra delle istituzioni nazionali,‘conquistate’ dalla bellezza e singolarità di queste terre plasmate dal lavoro dell’uomo, subentra ora la ‘partita del cuore’: abitanti, viticoltori, comunità, aziende, istituzioni locali e categorie economiche, insieme alla Regione del Veneto, sono i primi ambasciatori del valore inestimabile di questa ‘isola’ paesaggistica. Una partita da giocare per promuovere tutti assieme – agli occhi di visitatori, turisti e dei commissari internazionali – l’unicità e l’integrità di declivi, terrazzi, pievi e borghi di colline che hanno tutte le carte in regola per essere iscritte nell’esclusivo atlante mondiale dei tesori dell’umanità.
Sala piena a Villa dei Cedri di Valdobbiadene tra Sindaci, ricercatori universitari, studenti, imprenditori e cittadini per l’appuntamento INSIEME PER L’UNESCO dell’11 luglio. Un’occasione per ascoltare l’illustrazione del dossier della candidatura, curata da Amerigo Restucci, Responsabile del Comitato Scientifico e Leopoldo Saccon, Coordinatore del Dossier candidatura, seguita dai preziosi interventi di Daniele Manzone, Direttore Strada del Barolo e Grandi Vini Langa e Mara Manente, Direttrice del Centro Internazionale degli Studi di Economia del Turismo, Università Ca’ Foscari, Venezia: tema focale di quest’ultimo intervento è stato l’analisi di quanto la tipologia e l’entità degli impatti sul territorio siano direttamente collegati alle motivazioni alla base della candidatura a sito UNESCO.

Di per sé la nomina di un sito a Patrimonio dell’Umanità non garantisce l’attivazione di processi di trasformazione e di sviluppo socio-economico e turistico, eppure è innegabile che l’effetto più evidente della candidatura sia la crescita dei visitatori, soprattutto nei siti turisticamente meno sviluppati: si va da un +10/15% ad un +30/50%, a seconda dello specifico contesto territoriale e della capacità di impiegare efficacemente il marchio UNESCO a fini turistici e di marketing.
L’area UNESCO “Colline Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” conta su 154.855 arrivi (e 345.387 presenze), di cui un 41% di visitatori stranieri; in generale, si contano 311.430 visitatori nelle cantine del Prosecco Docg, che portano una media di 33 milioni di fatturato, di cui il 46% proveniente dalla spesa dei turisti pernottanti.
Cosa ci si può attendere per effetto del brand UNESCO dopo circa 10 anni dalla designazione? Gli scenari realizzabili variano da un +12% ad un più ottimistico +50% dei visitatori; in entrambi i casi, ci si attende non solo un aumento dei turisti pernottanti ma anche della durata del loro soggiorno.
Ad ulteriore conferma di questa previsione, la case history di Daniele Manzone, “I Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato”, territorio riconosciuto nel giugno 2014 come 50° sito UNESCO italiano. A due anni dalla proclamazione, i flussi turistici hanno rilevato una crescita di circa il 60%, un’evoluzione dovuta a diversi fattori, quali l’aumento del riconoscimento istituzionale e internazionale del territorio, accompagnato da una maggiore visibilità su scala mondiale, ed un conseguente accrescimento del senso di appartenenza territoriale.
Il prossimo appuntamento aperto a tutti è per il 19 luglio ore 20.30 all’Auditorium Battistella – Moccia di Pieve di Soligo con la seconda serata di INSIEME PER L’UNESCO: il focus cadrà sul ruolo della Candidatura in quanto tutela di un paesaggio sostenibile, discusso negli interventi di Sandro Cinquetti, Direttore del Servigio Igiene e Sanità Pubblica Ulss 2 e Diego Tomasi, Direttore CREA-VE Conegliano.
La Candidatura a Patrimonio dell’Umanità come opportunità per una comunità intera: questo il messaggio importante sul ruolo dell’UNESCO per il Paesaggio culturale delle Colline di Conegliano e Valdobbiadene, un percorso iniziato nel 2008 che terminerà con il verdetto del 2018, a seguito del sopralluogo del valutatore straordinario.
Una candidatura importante perché “parla non solo della produzione, ma soprattutto del lavoro dell’uomo in questo splendido territorio” – ha affermato il Presidente della Regione Luca Zaia – “la Candidatura UNESCO rappresenta un’occasione importante per crescere definitivamente agli occhi del mondo intero, in osmosi con la natura e nella qualità dell’accoglienza”.

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