L’interazione tra l’uomo e le colline del Conegliano Valdobbiadene

L’unicità del
paesaggio fisico


Il paesaggio delle colline dell’Alta Marca trevigiana è il felice risultato di un connubio, protrattosi per milioni di anni, tra i movimenti della crosta terrestre e le strutture geologiche presenti sul luogo.
Il nome che i geologi attribuiscono al fenomeno è hogback : si tratta di un insieme di strati rocciosi che, sospinti dal movimento della zolla africana, si sono mossi tutti assieme e, scontrandosi con il massiccio delle Prealpi, si sono sollevati come un’onda contro gli scogli. Gli strati, erosi nel tempo, hanno prodotto uno straordinario susseguirsi di colline orientate a corde parallele, caratterizzate da un fitto meandro di valli, di creste, di porzioni coltivate e di boschi che costituiscono un labirinto di grande effetto scenografico.
Ma ciò che rende unico questo paesaggio ad hogback è la rara combinazione tra realtà geologica e attività umana, che ha pochi paragoni al di fuori di questa zona.

La biodiversità vegetale
del paesaggio vitivinicolo


Il paesaggio vitivinicolo è per metà coltivato, per metà incolto o a bosco, attraversato da innumerevoli piccoli corsi d’acqua, ed è caratterizzato non solo da un grande valore estetico ma anche da importanti potenzialità ecologica e biodiversità.
I boschi, le rive dei fiumi, i prati, ma anche i vigneti situati su versanti ripidi esposti a sud, sono di particolare interesse per la biodiversità vegetale, ospitando comunità ricche di specie, incluse anche alcune tipiche dei prati aridi. In tal senso i vigneti e la rete ecologica in cui sono immersi possono essere non solo importanti elementi funzionali per la produzione agricola, ma anche delle vere e proprie infrastrutture verdi utili a perseguire finalità conservazionistiche in linea con le indicazioni di Natura 2000 e, al di fuori di aree protette, con Biodiversity Strategy.

Integrità paesaggistica


Questi luoghi hanno sviluppato nel tempo una grande variabilità paesaggistica dovuta sia a differenti caratteristiche fisiche e geologiche che alle azioni sviluppate dalle popolazioni locali negli anni.
Il grado di conservazione del paesaggio agrario è eccellente per la parte collinare delle alte corde, caratterizzato da una complessità paesaggistica e da tipi di coltivazione immutati dai tempi più antichi. Nelle aree meno acclivi sono, invece, intervenute semplificazioni del paesaggio dovute alla possibilità di meccanizzazioni delle pratiche agricole. Queste, tuttavia, non hanno modificato il carattere complessivo che conserva il suo stato di integrità pur assicurando elevati livelli di produttività.
Sia le prime aree che le seconde sono costellate di piccoli borghi, di castelli e rocche, di chiese e monasteri molto ben conservati . Tutto ciò costituisce un insieme diffuso di landmark che ci ricordano anche la dimensione temporale del paesaggio locale, estesa per oltre un millennio.