COLLINE DEL PROSECCO DI CONEGLIANO E VALDOBBIADENE. VITTORIO SGARBI: “ È NATURA, MEGLIO DI UN’OPERA D’ARTE”

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05 Settembre 2020

Ieri, venerdì 4 settembre a Farra di Soligo, presso l’Hotel Villa Soligo, si è tenuto il convegno dal titolo: “Le Colline del Prosecco Conegliano e Valdobbiadene sono la più grande opera d’arte collettiva?” organizzato dall’Associazione per il patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. Sono intervenuti il Prof. Vittorio Sgarbi, ospite d’onore dell’evento, e Marina Montedoro, presidente dell’Associazione. Molte le autorità presenti: il sindaco del comune di Farra di Soligo Mattia Perencin, il sindaco di Valdobbiadene Luciano Fregonese, il sindaco di Vidor Albino Cordiali, i sindaci di San Fior Giuseppe Maset e di Tarzo Vincenzo Sacchet, questi ultimi anche Consiglieri dell’Associazione.

Alla domanda se le colline di Conegliano e Valdobbiadene siano un’opera d’arte il Prof. Vittorio Sgarbi ha risposto: “E’ natura che è meglio di un’opera d’arte. L’arte è opera di un solo uomo, qui è corale perché opera di tanti uomini, è un luogo benedetto da Dio, dove l’uomo è riuscito a migliorare il territorio”. Dalle parole dell’illustre critico l’invito a non essere unici ma diversi, in quanto la diversità è connotazione di libertà. “L’insieme di natura e uomo diventa patrimonio” ha aggiunto il Professore.

Dopo il riconoscimento Unesco, che ha reso patrimonio dell’umanità le colline di Conegliano e Valdobbiadene, grazie alle sue caratteristiche di paesaggio rurale e culturale dove l’opera dei viticoltori ha dato vita a uno scenario straordinario, l’autorevole opinione del professor Vittorio Sgarbi fa acquisire a questo territorio ancora più valore” – ha affermato il presidente Marina Montedoro. Ogni elemento di questa grande opera nata tra l’unione di uomo e natura va salvaguardato e come Associazione continueremo a lavorare perché il sito delle Colline del Prosecco diventi una meta sempre più ambita a livello mondiale, garantendone valorizzazione, tutela e protezione. E proprio in questa direzione va anche la nostra recente richiesta del riconoscimento, attraverso un iter di iscrizione semplificato, di tutti i vigneti ricadenti all’interno del sito UNESCO come storici ed eroici. Questa zona – ha concluso il presidente – è stata riconosciuta patrimonio dell’umanità per diverse ragioni che includono la viticoltura e la “cultura della vite” è proprio il pennello che ha disegnato queste colline”.

In questa giornata il compito del Professore non è stato quello di quotare un quadro o un’installazione, ma di parlare di un territorio frutto del lavoro di migliaia di agricoltori, una ‘scultura’ realizzata di generazione in generazione, scolpita nella natura con il rituale della vigna tramandato di padre in figlio, una simbiosi perfetta tra uomo e natura. E proprio uno di questi artisti agricoltori, Gino Righini classe 1928, durante il convegno ha consegnato al Professore Vittorio Sgarbi, a nome di tutti gli agricoltori delle colline di Conegliano e Valdobbiadene, un bronzino del Maestro Carlo Balljana, come segno di riconoscimento e gratitudine verso l’illustre critico.