Il Sito

Il sito “Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene”, Patrimonio dell’umanità UNESCO, si trova in Veneto, in una piccola area collinare della provincia di Treviso, dove l’interazione positiva tra uomo e ambiente ha creato un paesaggio culturale unico.

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Dove siamo

Il sito comprende la fascia collinare che dal comune di Valdobbiadene si estende verso est fino al Comune di Vittorio Veneto, una consistente porzione del paesaggio viticolo della Denominazione di Origine Controllata e Garantita dove si produce il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG.

Gli elementi di unicità

Quest’area è caratterizzata da una particolare conformazione geomorfologica, denominata “hogback“, costituita da una serie di rilievi irti e scoscesi allungati in direzione est-ovest e intervallati da piccole valli parallele tra loro.
In questo difficile ambiente, l’uomo ha saputo nei secoli adattarsi, modellando le ripide pendenze e perfezionando la propria tecnica agricola.

Espressione di questa capacità adattiva è il ciglione, una particolare tipologia di terrazzamento, che utilizza la terra inerbita al posto della pietra e che viene preferita ad altre sistemazioni poiché contribuisce alla solidità dei versanti e riduce l’erosione del suolo.
Testimonianza dell’utilizzo del ciglione nel territorio risale alle perticazioni del XVI e XVII secolo; oggi, grazie agli studi cartografici effettuati per il sito candidato, si stima che la presenza del ciglione sia del 20% (dato 2015) rispetto al 28% del 1960. Un calo che interessa soprattutto le aree a minor pendenza, ma che conferma come nei pendii più scoscesi il ciglione sia mantenuto e scelto come tecnica migliore: il 67,33% è infatti collocato in versanti pendenti tra i 15° e 60°.

Questo lavoro di migliaia di piccoli viticoltori ha permesso la creazione di un paesaggio agrario molteplice sia nelle forme che nella composizione. Un paesaggio definito “a mosaico”, fortemente parcellizzato e interconnesso, caratterizzato da tanti piccoli appezzamenti vitati intervallati da un’importante presenza di elementi boscati ed improduttivi, che funzionano come un’efficace rete ecologica in grado di fornire servizi ecosistemici di qualità.

Il Criterio

La motivazione proposta per l’Outstanding Universal Value come paesaggio culturale, comprende il Criterio (V), ovvero:

“Essere un esempio eccezionale di un insediamento umano tradizionale, dell’uso del suolo o
dell’uso del mare che sia rappresentativo di una cultura (o di culture) o dell’interazione umana con
l’ambiente, specialmente quando è diventato vulnerabile all’impatto di cambiamenti irreversibili.”

“To be an outstanding example of a traditional human settlement, land use or sea use which is representative of a culture (or cultures), or human interaction with the environment especially when it has become vulnerable under the impact of irreversible change.”

Le tre zone

Il sito proposto (core zone) è tutelato attraverso l’individuazione di due areali: la cosiddetta buffer zone e la commitment zone.

La buffer zone è caratterizzata, rispetto alla core zone, da un diverso paesaggio, sempre collinare e di pregio, ma a minor pendenza. Al suo interno si possono riconoscere degli elementi di pregio, riconducibili ai caratteri principali della candidatura e che nonostante siano più compromessi a causa dell’urbanizzazione costituiscono un legame e una forte connessione storica e geografica tra queste colline di minor pendenza e quelle irte della core zone.

La commitment zone è invece un’area molto più estesa rispetto alla altre due e comprende i Comuni che hanno aderito ad un Protocollo stipulato con la Regione, il cui scopo è quello di dotarsi di un regolamento comune per la gestione, la tutela e la salvaguardia del paesaggio rurale, in particolar modo quello viticolo.

Core zone

La core zone ha un’estensione di 9.197,45 ha, non coincide con i confini amministrativi e comprende i territori collinari ricadenti nei Comuni di Valdobbiadene, Miane, Farra di Soligo, Pieve di Soligo, Follina, Cison di Valmarino, Refrontolo, San Pietro di Feletto, Revine Lago, Tarzo, Vidor, Vittorio Veneto.
L’areale è stato individuato in tal modo perché rappresentante gli attributi del paesaggio rurale, attraverso i quali si basa la candidatura.
In sintesi, principali elementi che vi si riconoscono:

  1. il sistema geomorfologico a cordonate, definito “hogback”, che caratterizza la fascia collinare tra Valdobbiadene e Vittorio Veneto, sia da un punto di vista scenografico, sia come fattore limitante per la sua secolare antropizzazione ed utilizzo agricolo;
  2. la presenza diffusa della coltivazione della vite su ciglione inerbito quale soluzione adattativa originale alla forte pendenza collinare, garantendo in tal modo anche una sostenibilità idrogeologica e un’ottimizzazione delle tecniche viticole;
  3. la presenza di un mosaico agrario fortemente parcellizzato e interconnesso, caratterizzato da parcelle vitate intervallate da una forte presenza di elementi boscati ed improduttivi che funzionano come un’efficace rete ecologica in grado di fornire servizi ecosistemici di qualità.

Buffer zone

La buffer zone ha un’estensione di 9.769,80 ha, non coincide con i confini amministrativi e comprende i territori collinari ricadenti oltre che in tutti gli altri Comuni della core zone anche nei Comuni di Conegliano, Susegana e San Vendemiano.
È caratterizzata, rispetto alla core zone, da un diverso paesaggio, sempre collinare e di pregio, ma a minor pendenza. Al suo interno si possono riconoscere degli elementi di pregio, riconducibili ai caratteri principali della candidatura e che nonostante siano più compromessi a causa dell’urbanizzazione costituiscono un legame e una forte connessione storica e geografica tra queste colline di minor pendenza a quelle irte della core zone.

Commitment zone

La commitment zone è un’area al di fuori della core e della buffer zone, che comprende un territorio piuttosto vasto costituito, oltre a tutti i Comuni precedentemente citati, anche dai Comuni di Cappella Maggiore, Colle Umberto, Codognè, Cordignano, Fregona, Godega di Sant’Urbano, Mareno di Piave, Moriago della Battaglia, Sarmede, San Fior, Sernaglia della Battaglia, Segusino, Santa Lucia di Piave e Vazzola.
L’area racchiude i Comuni che hanno aderito ad un Protocollo stipulato con la Regione, il cui scopo è quello di dotarsi di un regolamento comune per la gestione, la tutela e la salvaguardia del paesaggio rurale, in particolar modo quello viticolo. Si tratta dunque di un ulteriore strumento a tutela del sito candidato.